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Storia delle stagioni balneari dalle origini ai nostri giorni.

M. AGABITI, M. ANNONI, M. MARCANTOGNINI, D. MARTELLI, P. MASSARO, E. PACI, D. ROMITO, Storia delle stagioni balneari. Dalle origini ai nostri giorni. ISCOP, Pesaro 2009


Presentazione pubblica del quaderno didattico

Giovedì 5 marzo 2009

PESARO

BIBIOTECA GOBBATO - GALLERIA DEI FONDITORI 64

Un gruppo di docenti ricercatori del laboratorio di didattica della storia dell’ISCOP ha progettato e sperimentato un percorso di ricerca storico-didattica dal titolo Storia delle stagioni balneari dalle origini ai nostri giorni.  Il lavoro di ricerca si è tradotto nell'elaborazione di un quaderno didattico operativo ad uso degli insegnanti che possono trovare al suo interno un tracciato di attività e strumenti di lavoro indispensabili per un’esperienza di apprendimento significativa legata alla ricerca e all’uso delle fonti. (Dal sito ISCOP - Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino.)

 

Pubblichiamo volentieri la presentazione del quaderno didattico a cura di Ivo Mattozzi.

Una storia calda
I bambini in gran parte vanno al mare e fanno esperienza della balneazione anno dopo anno. Gli altri ne sentono parlare e vedono le immagini delle spiagge affollate di ombrelloni e di bagnanti.
È probabile che tutti si facciano l’idea che l’abitudine di andare al mare ci sia sempre stata. Se hanno sentito da nonni e bisnonni che al loro tempo non si andava mai al mare, non riescono a dare alla differenza di abitudini il significato che essa segnala una trasformazione importante dei modi di vita e dei rapporti con l’ambiente.
La balneazione è il frutto di una trasformazione ed è sintomatica di tutti i  cambiamenti che la compongono. Essa è uno dei tratti che caratterizzano la civiltà del XX secolo nel mondo occidentale.
È uno degli indicatori della società di massa, è legata al miglioramento delle condizioni di vita che i lavoratori hanno man mano conquistato con la riduzione del tempo lavorativo e con l’aumento salariale, è legata ad un cambiamento di mentalità e di valori che riguardano specialmente gli atteggiamenti delle donne e i rapporti di genere.
È diventata un fattore di modificazioni ambientali profonde e di spostamenti demografici permanenti e stagionali. Ha favorito l’incontro con gli stranieri. Insomma è l’esito e il segno di un processo che attraversa la fine dell’800 e tutto il Novecento. Se ne potrebbe fare un tema di storia generale scolastica rilevante, interessante, capace di attivare il ragionamento storico a proposito di un mutamento che ci riguarda tutti. Si può inserire nel curricolo di scuola media e di scuola secondaria superiore per far capire il processo di formazione della società di massa e far ragionare sui fattori che l’hanno resa possibile.
Trattarlo nel curricolo della scuola primaria è il primo passo del curricolo: ha la funzione basica di far scoprire già ai bambini i mutamenti di cui hanno fatto esperienze le generazioni degli adulti e che hanno subito i territori che loro conoscono. Così possono cominciare a percepire una storia a scala locale che è generalizzabile a tutto il mondo occidentale.
Oggi le spiagge appaiono spianate, “coltivate”, curate, segmentate in ritagli spaziali segnalati da uno stabilimento con servizi vari e dalla geometrica disposizione di ombrelloni dello stesso colore. Ci puoi trovare spazi dedicati ai più piccoli e campi di pallavolo per gli adolescenti.
Prima della diffusione della balneazione le stesse spiagge erano contrassegnate da dune e, forse, da pinete, senza segni di territorializzazione. Oggi a ridosso delle spiagge ci sono riviere e lungo di esse nastri ininterrotti di edifici costruiti nel secondo ‘900 e che sono in gran parte adibiti alla ricezione alberghiera. Un tempo l’insediamento era segnalato da pochi villini con giardino. E la popolazione residente era scarsa e quella avventizia inesistente. Oggi, invece, i residenti sono aumentati e nel periodo favorevole ogni città balneare viene colmata dalla popolazione stagionale. E si sono moltiplicate le attività alberghiere, le botteghe, i luoghi di ristoro e di svago e tutto ciò è parte del mutamento dell’economia dei luoghi balneari. Le estati sono programmate in modo da offrire spettacoli di ogni genere a chi è in vacanza.
Ogni attività che ha composto il processo ha lasciato tante tracce che rendono possibile la ricostruzione della sequenza dei mutamenti oppure alcuni suoi fenomeni senza difficoltà. E le tracce sono nel territorio e vicine alle scuole e sono comprensibili dagli allievi. Ci sono le condizioni vantaggiose per impegnare gli alunni in una ricerca storico-didattica che li porti a sperimentare il metodo per costruire una conoscenza che fa parte dell’area storico-geografica in quanto riguarda i mutamenti del territorio e del paesaggio.
Ben venga, perciò, la proposta del laboratorio storico dell’Iscop di Pesaro di fare delle stagioni balneari un tema su cui far esercitare gli alunni in una procedura di ricostruzione storica. L’iniziativa degli insegnanti è agevolata con l’offerta di un dossier di fonti organizzate per promuovere la ricerca e il processo di apprendimento degli alunni.
Il dossier li conduce, passo passo, a scoprire prima la consistenza della stagione balneare dei nostri tempi, poi il periodo del primo stabilimento e l’epoca del Kursaal e la diversità della condizione delle bagnanti all’inizio del ‘900, poi i danni dei bombardamenti e, infine, l’epoca dello sviluppo turistico
del secondo dopoguerra. Sfruttando le fonti, grazie agli stimoli contenuti negli esercizi, gli alunni hanno la possibilità di accumulare una base di dati che rende agevole ricostruire per sommi capi le tappe della balneazione a Pesaro.
Il dossier asseconda l’apprendimento della conoscenza con l’esercizio di abilità cognitive importanti:
- alla produzione di informazioni dirette e inferenziali, grazie all’uso di molteplici immagini di documenti di vario tipo,
- all’organizzazione temporale delle informazioni, che può permettere una periodizzazione della secolare storia della balneazione,
- alla elaborazione delle informazioni in un testo.
La conoscenza riguarda Pesaro, ma la vicenda pesarese può essere considerata un esempio di vicende analoghe che hanno riguardato tutte i paesi rivieraschi. Perciò è possibile generalizzarla in modo molto economico mettendo a frutto le preconoscenze degli alunni e immagini di località balneari oggi e all’inizio del secolo XX. In tal modo la conoscenza di storia a scala locale diventa un sostegno concreto per la formazione di una conoscenza che riguarda l’Italia intera.

Ivo Mattozzi, docente di didattica della storia presso l’Università di Bologna

 

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