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Un repertorio di testi per descrivere le civiltà.

MARIA TERESA RABITTI, GERMANA BRIONI, ELENA FARRUGGIA (A CURA DI) Descrivere le civiltà. Repertorio di testi descrittivi per costruire quadri di civiltà del Mondo Antico Quaderni operativi dell'istituto Pedagogico di Bolzano - n. 22  Junior Editore, Bergamo 2008 

Recensione a cura di Saura Rabuiti

Come non presentare con entusiasmo Descrivere le civiltà, l'ultimo quaderno (ilDescrivere le civiltà del mondo antico ventiduesimo) dell' Istituto Pedagogico di Bolzano , firmato da Maria Teresa Rabitti, Germana Brioni e Elena Farruggia !

Descrivere le civiltà. Repertorio di testi descrittivi per costruire quadri di civiltà del Mondo Antico è un lavoro intelligente, rigoroso e utilissimo per tutti gli insegnanti di storia, non solo per quelli della scuola primaria. Se infatti è specificatamente a questi ultimi che i programmi del 1985 e le più recenti Indicazioni Ministeriali raccomandano la costruzione della conoscenza storica per quadri di civiltà, è pur vero che anche gli insegnanti della scuola secondaria hanno l'esigenza di far conoscere le civiltà del passato o i contesti nei quali collocare una problematica storica o le situazioni iniziali e finali dei processi di trasformazione oggetto di studio.

A queste esigenze brillantemente risponde il volume in questione, che mette a disposizione degli insegnanti un'ampia gamma di testi descrittivi, selezionati da importanti opere storiografiche relative alla civiltà preistorica dell'uomo di Cro Magnon e a civiltà o popoli del mondo, dal III - II millennio a.C. al I millennio d.C.

I brani selezionati riguardano l'ambiente, la città, la vita quotidiana, le conoscenze e le tecniche, l'economia, i soggetti sociali, l'organizzazione politica, la religione. Riguardano insomma i tratti caratterizzanti un popolo o un gruppo umano in un dato periodo e in un ambiente ben delimitato, ovvero gli aspetti che devono essere conosciuti per identificare una civiltà in un periodo e in uno spazio definiti, gli indicatori di una civiltà.

Tutti i brani sono brevi, di due o tre pagine al massimo, e prevalentemente descrittivi perché, come scrivono M.T. Rabitti e G. Brioni, "la descrizione è la forma migliore per dire le permanenze, per evidenziare le lunghe durate, per cogliere le strutture che non cambiano, o cambiano molto lentamente, come sostiene Braudel; per presentare le civiltà." (p. 12)

Nel loro insieme questi brevi testi storiografici, raggruppati secondo gli indicatori di civiltà già ricordati, compongono una antologia utilissima per costruire, a seconda delle diverse necessità della programmazione e delle diverse realtà della classe, quadri di civiltà non stereotipati, storicamente corretti e comparabili fra di loro perché riconducibili agli stessi significativi indicatori; permettono di costruire contesti o stati di cose del mondo.

Ma Descrivere le civiltà è un volume prezioso non solo per il ricco materiale che mette a disposizione del quotidiano lavoro degli insegnanti. È  anche un prezioso percorso di lettura che avvicina gli insegnanti di storia al testo storiografico e li guida all'analisi strutturale del testo storiografico.

Ogni brano è introdotto infatti  da una breve nota che permette di collocare nello spazio e nel tempo le descrizioni e i riferimenti a fatti e/o personaggi. Di ogni brano viene analizzata la struttura storiografica (forma comunicativa, temi e sottotemi, punto di vista, costruzione di concetti, spiegazioni, valutazioni,  fonti di riferimento…) e vengono evidenziate le operazioni cognitive e le strategie discorsive utilizzate dallo storico per costruire quella conoscenza.

All'analisi della struttura si aggiungono poi suggerimenti didattici per facilitare l'eventuale uso dei testi in classe e per coinvolgere attivamente gli allievi nella comprensione del testo e nel processo di costruzione della conoscenza storica.

Non solo. Nella sezione finale, Costruire un quadro di civiltà e un poster esemplifica come realizzare un quadro di civiltà (della valle dell'Indo nel II millennio a.C.) selezionando da un testo storiografico le informazioni riferite ai vari indicatori e come facilitare la schematizzazione di quel quadro di civiltà e la sua memorizzazione attraverso un poster. Una serie di carte tematiche del mondo antico permettono di localizzare nello spazio e nel tempo le civiltà presentate nell'antologia e di coglierne le contemporaneità. Una mappa spazio-temporale delle civiltà permette di visualizzarne sia le durate che la localizzazione nello spazio.

Descrivere le civiltà offre dunque modelli di lettura del testo storico, per arrivare a riconoscere tutte le operazioni cognitive, pratiche e interpretative che lo storico ha svolto nella sua ricerca e che si sono tradotte in quel testo. La lettura del volume si configura così come un percorso di formazione per costruire negli insegnanti le competenze necessarie a  promuovere un apprendimento storico significativo e durevole.

E come in ogni solido percorso di formazione non manca l'inquadramento teorico, qui offerto dal saggio di Ivo Mattozzi, I quadri di civiltà per un sapere universale, che ragiona lucidamente sulla formazione del primo pensiero storico.

Descrivere le civiltàè un libro che mostra e dimostra come sia possibile realizzare un insegnamento fondato sull'epistemologia e sulla metodologia storica; come sia possibile insegnare la storia come attività di costruzione di conoscenze sul passato mai definitive e mai complete; come sia possibile un insegnamento all'altezza delle enormi potenzialità formative della disciplina e delle potenzialità di apprendimento dei bambini. È, come ben sintetizzano M. T. Rabitti e G. Brioni nel titolo della riflessione che antepongono alla parte antologica, "un libro per insegnanti pensando agli allievi"; un libro utilissimo, stimolante e bello da leggere, perché interessanti, piene di vita, vivaci e pregnanti sono le pagine che ci restituiscono i paesaggi del delta del Nilo all'epoca del giovane Ramses II o l'immensa prateria coperta d'erba della steppa eurasiatica dei Mongoli; il quadro di una città dell'Anatolia durante la tarda età del bronzo o la voce del capomastro Uasptah impegnato a edificare la piramide del suo re; che ci descrivono gli abiti e i mezzi di trasporto nella Cina degli Han o i monumentali edifici di Babilonia, Nimrud e Ninive alla fine del II millennio o l'industria antica delle armi ad Atene, nel VI-V secolo a.C; che fanno rivivere gli schiavi e gli studenti della Roma imperiale o le donne della Grecia classica. 

Il libro puo essere acquistato richiedendone copie

Scarica l'indice del libro

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