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Comprendere il mondo con Immanuel Wallerstein

 WALLERSTEIN IMMANUEL,  COMPRENDERE IL MONDO. Introduzione all'analisi dei sistemi-mondo. Trieste, Asterios, 2006, pp. 164

Segnalazioni di Giulio Ghidotti

Con questo libro, Wallerstein presenta in un unico lavoro le premesse, i principi eImmanuel Wallerstein gli esiti fondamentali della sua trentennale ricerca fondata su quell’orientamento che va sotto il nome di analisi dei sistemi-mondo. Si tratta di un’opera destinata sia ai lettori del grande pubblico, sia ai dottorandi in scienze storico-sociali interessati a tale prospettiva, sia allo specialista che voglia confrontarsi con un punto di vista specifico. L’indice del libro dà pienamente il senso dell’itinerario argomentativo seguito dall’autore.

 

Per iniziare. Comprendere il mondo in cui viviamo.

Capitolo 1. Le origini storiche dell’analisi dei sistemi mondo.

Capitolo 2. Il sistema-mondo moderno come economia-mondo capitalistica. Produzione, plusvalore e polarizzazione.

Capitolo 3. L’ascesa del sistema degli stati. Stati-nazione sovrani, colonie e sistema interstatale.

Capitolo 4. La creazione di una geocultura. Ideologie, movimenti sociali, scienza sociale.

Capitolo 5. La crisi del sistema-mondo moderno. Biforcazione, caos e alternative.

Glossario

Guida bibliografica

Da qui si può intuire che se nei capitoli centrali del libro, dal secondo al quarto, vengono analizzati i meccanismi che secondo il punto di vista  di Wallerstein hanno modellato il mondo moderno, nel primo, invece, vengono focalizzati i percorsi sociopoliticoculturali ed economici che hanno strutturato l’assetto del sapere nel sistema-mondo moderno (discipline, epistemologie, università). Un assetto che, operando attraverso l’iperspecializzazione disciplinare di cui siamo diretti testimoni, non porterebbe secondoWallerstein alla comprensione del mondo in cui viviamo.

Al contrario della visione olistica costituita dalla prospettiva dell’analisi dei sistemi-mondo che propone tale comprensione attraverso l’istituzione  di un nuovo oggetto di analisi: i sistemi storici. 

“Per il positivismo nomotetico, il soggetto è l’individuo, homo rationalis. Per il marxismo ortodosso, il soggetto è il proletariato industriale. Per i teorici dell’autonomia degli stati, è l’uomo politico. Per i teorici del particolarismo culturale, ognuno di noi (differente da tutti gli altri) è un soggetto impegnato in un discorso autonomo con ciascun altro.

Per l’analisi dei sistemi-mondo, questi soggetti, proprio come il lungo elenco di strutture che si potrebbero enumerare, sono i prodotti di un processo. Non sono elementi atomici primordiali, ma parte di una mescolanza sistemica da cui emergono e sulla quale agiscono. Agiscono liberamente, ma la loro libertà è vincolata dalle rispettive biografie e dalle gabbie sociali di cui sono una parte. Analizzare le proprie gabbie restituisce loro libertà, fino al livello massimo di libertà che è per loro possibile. … .

I sistemi storici all’interno dei quali viviamo sono certo sistemici, ma anche storici.

Rimangono gli stessi nel tempo, eppure non sono mai gli stessi da un minuto all’altro. E’ un paradosso, ma non una contraddizione. L’abilità nel confrontarsi con questo paradosso, che non possiamo eludere, è il compito principali delle scienze sociali storiche. E non è un enigma, ma una sfida”. Pag. 45

Coerente con questa prospettiva nel quinto ed ultimo capitolo Wallerstein passa a discutere delle caotiche realtà attuali e del possibile futuro che si sta costruendo.

“Il mondo è sempre più coinvolto in uno scontro tra lo spirito di Davos e lo spirito di Porto Alegre. Il drammatico attacco di Osama Bin Laden alle Torri gemelle, l’11 settembre 2001, ha rappresentato un ulteriore sintomo del caos politico mondiale, e un punto di svolta degli schieramenti politici. Ha infatti consentito a quella destra desiderosa di troncare i suoi legami col centro, di perseguire un programma incentrato sulle affermazioni unilaterali di forza degli Stati Uniti, unite nel tentativo di cancellare l’evoluzione culturale che ha interessato il sistema-mondo dopo la rivoluzione mondiale del 1968 (in particolare negli ambiti concernenti sesso e razza). Così facendo, la destra ha cercato di liquidare molte delle strutture geopolitiche create dopo il 1945, considerandole un intralcio alle sue politiche.Ma questi sforzi hanno minacciato di aggravare la già crescente instabilità del sistema mondo. … .

Cosa attendersi in una situazione del genere?  …. è che ci si può attendere, e stiamo già osservando, fluttuazioni disordinate in tutti gli ambiti istituzionali del sistema-mondo. Pag.131

“Il periodo di transizione da un sistema all’altro è un periodo di grande lotta, di grande incertezza e di grandi interrogativi sulle strutture del sapere. Ciò che dobbiamo fare è innanzitutto cercare di comprendere lucidamente cosa sta accadendo. E dobbiamo poi compiere le nostre scelte sulle direzioni che vogliamo che il mondo prenda. E dobbiamo infine capire come agire nel presente affinché le cose prendano verosimilmente il corso che preferiamo. Possiamo pensare a questi tre compiti rispettivamente come un compito intellettuale, uno morale e uno politico. Sono strettamente intrecciati. Nessuno di noi può sottrarsi anche a uno solo di questi doveri. Se pretendiamo di farlo, stiamo solo operando una scelta senza esplicitarla. I compiti davanti a noi sono eccezionalmente difficili. Ma ci offrono, individualmente e collettivamente, la possibilità di creare, o almeno di contribuire a creare qualcosa che possa meglio soddisfare le nostre possibilità collettive”.Pag.135

Una prospettiva e una sfida non facile quindi. Del resto il senso complessivo di questo lavoro era stato esplicitato direttamente da Wallerstein fin dalla prefazione:

"Credo fermamente che per comprendere le ragioni dell'analisi dei sistemi-mondo, il lettore, o la lettrice debbano disapprendere buona parte di quanto hanno appreso dalle scuole elementari in avanti, e che è quoditianamente avvalorato dai mass media. E’ solo confrontandoci direttamente col modo in cui siamo giunti a pensare così come facciamo che potremo iniziare a liberarcene, per pensare secondo modalità che credo ci permetteranno di analizzare in modo più utile e convincente e utile i nostri dilemmi contemporanei" Pag.16/17

“Comprendere il mondo” costituisce, assieme alle produzioni* di  J.Diamond e di R.Mantegazza oggetto di una analoga e recente presentazione,  un prezioso contributo con cui fare i conti perché affronta con occhio lucido e cuore fermo “i nostri dilemmi contemporanei”, mettendo a disposizione analisi illuminanti e strumenti utili a chi non ha rinunciato a  preparare tempi nuovi e terre nuove per le generazioni  del futuro.

 

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