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Formazione degli insegnanti e modelli progettuali

ETTORE FELISATTI (A cura di) , MODELLI PROGETTUALI E VALUTATIVI PER L'INTERVENTO DIDATTICO, Cleup, Padova 2005, pp.171.

Segnalazione di Maria Vincenza Matteucci

“Il presente lavoro si predispone come contributo alla realizzazione di un importante esito finale: la formazione di un insegnante quale professionista capace di operare efficacemente attraverso l’adozione di modelli personali di progettazione, valutazione e azione didattica particolarmente qualificati”.

Questo si legge nell’introduzione di Ettore Felisatti, il curatore del testo, prodotto per l’utilizzo nella formazione iniziale degli insegnanti.  In realtà, leggendo gli otto capitoli che lo compongono, ci si accorge che è uno strumento che non dovrebbe mai mancare nella biblioteca di ogni docente.

Il libro, infatti, attraversa tutte le procedure dell’insegnamento, offrendo validi strumenti per la realizzazione delle azioni didattiche del docente.

Inizialmente ci offre uno sguardo completo sui modelli di progettazione utilizzati per la programmazione di percorsi didattici: per obiettivi, per concetti, per sfondi integratori, per competenze. Gli autori, Ettore Felisatti, Lucia Tomat, Flavia Bonsaver, Lerida Cisotto, dopo una chiarificazione dei termini attraverso l’analisi delle teorie di riferimento, esplicano i percorsi, definiscono i concetti e forniscono esempi utili alla trasposizione didattica. 

Dall’analisi delle progettazioni si passa poi all’azione vera e propria con un particolareggiato panorama delle teorie sul concetto di preconoscenza. Luciana Coltri, che è l’autrice dello scritto, inizia il capitolo con una frase che fornisce un alto senso all’utilizzo delle preconoscenze nella metodologia d’insegnamento: “La didattica centrata sull’idea di insegnamento come processo che promuove apprendimento significativo non può trascurare ciò che si agita nella mente dell’alunno e che condiziona fortemente l’acquisizione di qualsiasi nuova conoscenza”.

Ci dà anche esempi pratici sull’utilizzo delle preconoscenze, ma soprattutto, delinea le azioni e gli atteggiamenti dell’insegnante nell’uso delle stesse nei processi di apprendimento. All’interno del capitolo troviamo anche indicazioni pratiche per la rilevazione delle preconoscenze, per la tematizzazione e la mappatura dei dati acquisiti.

Nei rimanenti capitoli del libro gli autori  affrontano il tema della valutazione, partendo dall’osservazione, vista da Cristina Amplatz come metodo di ricerca per la pedagogica sperimentale e come strumento professionale del docente, “per controllare il campo operativo, per affinare l’etero-percezione, per accrescere la propria professionalità”. Le tecniche della docimologia vengono illustrate e spiegate, con esempi pratici e varie tipologie di test, nell’articolo di Gino Bellagamba, che termina il capitolo con l’analisi dei limiti della docimologia. Marian Casagrande affronta, nell’ultimo capitolo, il tema del portfolio, tracciandone la storia e, ripercorrendo il termine competenza, fa comprendere come si siano modificate le prospettive nel campo della valutazione e della certificazione e come ciò induca a cercare una forma di documentazione delle competenze che non si limiti al solo giudizio.

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Agosto 2006

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