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Tre punti di vista diversi sulla formazione

TRE SAGGI DI SOCI CLIO92: F. BELLAFRONTE, G. DI TONTO, P. MASSARO

TRE PUNTI DI VISTA DIVERSI SUL PANORAMA DELLA FORMAZIONE

DI IVO MATTOZZI


Ecco tre libri che hanno poco in comune. Ma il poco è importante: tutt’e tre trattano di questioni di formazione. E soprattutto in ciascuno c’è la mano o lo zampino di una socia o di un socio Clio.

- Francesca Bellafronte firma il libro

Bambine (mal)educate. L’identità di genere trent’anni dopo. Con la prefazione di Elena Gianini Belotti, Palomar-Telemaco, Bari, 2003, pp. 177, € 18.

-    Giuseppe Di Tonto scrive il saggio

Scrivere per i nuovi media: dal testo cartaceo alla scrittura digitale nel libro a cura di T. Numerico e A. Vespignani, Informatica per le scienze umanistiche, Il Mulino, Bologna, 2003, pp. 260, € 15.

-    Paola Massaro è coautrice (con R. Croci, M. Micheli, M. Montanari) del saggio

Il modello teorico del tirocinio dell’Università di Urbino nel libro a cura di Maria-Chiara Michelini, L’ apprendista insegnante. Il Tirocinio nella formazione iniziale dei docenti, Quattroventi, Urbino, 2003, pp. 206, € 12.  

            Qui li presentiamo in poche righe.

Il libro della Bellafronte - Bambine (mal)educate. L’identità di genere trent’anni dopo -  propone un primo capitolo dove molti libri, inchieste, statistiche vengono usati per fare il punto su mutamenti e permanenze che hanno segnato la condizione femminile negli ultimi trent’anni in Europa rispetto al lavoro e alla famiglia, alla politica, all’esperienza amorosa e sessuale, all’educazione e istruzione. Nel secondo capitolo — più originale — presenta i risultati di un’inchiesta svolta sulle rappresentazioni dei bambini della scuola elementare di Margherita di Savoia (FG) che «confermano la drammatica persistenza…— un vero colpo allo stomaco —  degli stessi stereotipi e pregiudizi di trent’anni fa» (E. Gianini Belotti). Gli insegnanti possono rendersi conto della necessità di progettare la formazione in modo da indurre alunne e alunni a riflettere sugli stereotipi per sostituirli con conoscenze e valutazioni consapevoli.

In Scrivere per i nuovi media: dal testo cartaceo alla scrittura digitale, G. Di Tonto analizza le Informatica umanisticamodalità di scrittura dei testi digitali, multimediali e multilineari. Prende in considersazione l’influenza che le nuove tecnologie esercitano sulla composizione dei testi scritti e sui processi cognitivi. Lo fa attraverso la esplorazione dello  spazio logico dell’ipertesto, dello spazio grafico visivo, dello spazio interattivo, la proposta dell’integrazione dei linguaggi comunicativi, e delle tecniche della scrittura ipermediale. Un saggio che può risultare utile per tutti coloro che intendono cimentarsi con i problemi della costruzione di testi ipermediali in un libro ricco di altri contributi interessanti.

Il saggio, a cui ha collaborato P. Massaro, Il modello teorico del tirocinio dell’Università di Urbino, è Apprendista insegnanteuna riflessione molto partecipata sull’attività delle figure tutoriali nei processi di professionalizzazione iniziale e su come da maestre sia possibile acquisire competenze inedite senza una specifica formazione, grazie alla capacità riflessiva e di ricerca dei modelli teorici e pragmatici che qualifica l’insegnante ricercatrice/tore. Ma le autrici rivendicano il modello della “regia educativa” come quello più pertinente ad organizzare le attività di tirocinio degli apprendisti insegnanti.

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