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La storia attraverso l'attualità

PERCORSI ATTRAVERSO IL '900: DIARIO DI UN'ESPERIENZA REALIZZATA CON GLI ALLIEVI DEL LICEO "SPALLANZANI" DI REGGIO EMILIA

di Donata Meneghelli

Da tre anni gli studenti delle classi terminali del Liceo scientifico Spallanzani di Reggio Emilia partecipano al corso extracurricolare di storia contemporanea dal titolo "La storia attraverso l'attualità. Globalizzazione e differenza." Il ciclo di incontri riscuote un consistente successo tra i ragazzi e le ragazze, trova gli insegnanti disponibili ad una viva collaborazione, diventa l'occasione per una sperimentazione originale sulla didattica della storia del '900.

Si è concluso l'ultimo ciclo del corso per l'anno scolastico '99-'00, e penso valga la pena offrire un bilancio dell'esperienza, per documentarla, socializzarla e - perché no - rinnovarla. (Il corso verrà realizzato anche nel prossimo anno scolastico nel medesimo istituto ed insieme agli stessi docenti con i quali si è costruito ormai un rapporto di proficua collaborazione) 
GLI INCONTRI- Tutte le lezioni si sono strutturate sulla relazione presente-passato-presente propria del modo di operare dello storico. I due concetti richiamati nel corso degli incontri (globalizzazione e differenza) sono stati mediati sia dal dibattito pubblico e dall'ambiente mediatico, sia dal quadro dei più recenti studi delle scienze storico-sociali. Prendendo avvio dalla lettura dei fenomeni in atto, sono state presentate e discusse le letture storiografiche della contemporaneità più significative e i lavori di storici, sociologi, economisti che si prestano alla trasposizione didattica. E' stato adottato un approccio di tipo tematico per la mediazione della storia del Novecento, affrontata attraverso concettualizzazioni, parole chiave, rilevanze storiografiche. Non si è trascurato di evidenziare le lunghe durate e di far cogliere la dimensione di una temporalità stratificata per comprendere i processi in atto nel mondo attuale. Grande importanza è stata attribuita alla interazione con i gruppi classe, al confronto su temi di rilevanza anche emozionale per i giovani studenti, alla costruzione collaborativa di possibili prospettive di costruzione del futuro nei termini di coscienza civile e di educazione ai valori democratici.
TRA STORIA E CRONACA: IL CASO DELL'89- La lettura dell'89 operata dai mass media: analisi di articoli e interventi scritti in occasione del decennale della caduta del Muro - La lettura dell'89 operata dagli storici: analisi degli operatori usati dallo storico Charles Maier nella lettura dei cambiamenti del biennio '89-'91 - Confronto tra conoscenza cronachistica e conoscenza storiografica. - Valore periodizzante dell'89: Il secolo breve di Hosbawm. - Altre periodizzazioni del Novecento: l'epoca lunga di Charles Maier.
LA CRISI DELLO STATO NAZIONE E IL RIEMERGERE DEI NAZIONALISMI IN EUROPA- L'emergere di nuove forme di nazionalismo nel quadro attuale - Concettualizzazione di nazionalismo: uno sguardo al nazionalismo liberale ottocentesco, ai movimenti nazionalistici di inizio secolo, alle politiche fasciste - La costruzione della nazione: invenzione della tradizione e memoria collettiva. - Identità nazionale chiusa e aggressiva, o complessa e inclusiva. - Il caso emblematico della ex Jugoslavia.
LA RIDEFINIZIONE DELLO STATO NAZIONE. COSTRUIRE L'EUROPA- Caratteri dello Stato nazionale: dalla metà dell'Ottocento al secondo dopoguerra. - La trasformazione dello Stato nazionale e l'affermarsi dell'Unione Europea come soggetto politico sovranazionale. - La nascita dell'Europa all'interno dell'equilibrio bipolare.- Il problema della costruzione dell'identità europea. -Identità nazionale, regionale, sovranazionale. - La questione della cittadinanza europea di fronte ai fenomeni migratori.
LA GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA E LA CRISI DELLO STATO SOCIALE- Gli anni del boom economico: quando era possibile lo Stato sociale. - Genesi e caratteri del Welfare State. -Società dei consumi. Operaio massa. Fordismo e Post-fordismo. - La crisi economico-finanziaria del '71 -'73. - Il liberismo degli anni '80. - Uno sguardo al presente: crisi dell'occupazione, prospettive di riforma dello Stato sociale. - Le politiche comunitarie per il lavoro.
TRA UGUAGLIANZA E DIFFERENZA: VERSO LA SOCIETÀ MULTICULTURALE- Verso la società multiculturale: il problema di pensare insieme l'uguaglianza e la differenza - Esempi concreti: le feste religiose, la lingua, l'educazione multiculturale, l'infibulazione. - La discriminazione e le differenze di genere: viviamo in una società egualitaria? - La questione di genere dalla Rivoluzione francese a oggi: dal suffragismo al secondo femminismo. - Le democrazie europee di fronte alla questione dell'estensione della cittadinanza.
IL NOVECENTO: APOGEO E CRISI DEL MODERNO- Definizione di modernità.- La modernità: modo di essere e di conoscere. - La crisi della fiducia incondizionata nel progresso scientifico-tecnologico. - Nuovi modelli di conoscenza. Il ripensamento epistemologico nell'ambito delle scienze esatte e umane. - Principi della modernità da conservare contro gli inganni del relativismo culturale nel campo etico e conoscitivo.
IL METODO- Ogni lezione ha preso avvio da un brain storming su alcuni problemi del presente proposti di volta in volta a seconda del tema trattato: dalla crisi dello stato nazione, alla riforma del Welfare, dalla gestione della società multiculturale al concetto di cittadinanza, dalla crisi delle certezze al recupero della modernità. Nel lavoro i problemi del presente hanno costituito non tanto il termine ad quem di in processo storico, quanto l'orizzonte di problematizzazione e di precomprensione dei fatti del passato. Ho fatto largo uso di mappe concettuali e grafici temporali, costruendole insieme ai ragazzi, progressivamente con il procedere della lezione. Inoltre si sono dimostrate di grande efficacia le trasposizioni didattiche di saggi scritti da storici, o gli articoli di riviste e quotidiani proposti dagli allievi stessi.
OBIETTIVI E RISULTATI- Lo scopo principale che il corso si è posto è di familiarizzare gli studenti con gli strumenti del lavoro dello storico. In seconda battuta si è inteso offrire una seria concettualizzazione del secolo, attraverso un approccio tematico sempre attento alla dinamicità del sapere storico.

Il lavoro ha avuto nel suo complesso un'ottima riuscita, sia sul versante della partecipazione degli studenti, sia sul versante della qualità del loro intervento. In particolare sono state rafforzate la capacità di argomentare in una discussione aperta, e la assunzione di un ruolo attivo nel processo di costruzione della conoscenza storica. E' stata inoltre offerta agli studenti una possibilità forte di confronto tra di loro su tematiche che difficilmente riescono a ritagliarsi uno spazio all'interno dei programmi tradizionali delle materie curricolari. Degno di nota è il fatto che nel corso degli incontri si è attuata una decisa valorizzazione del vissuto e delle preconoscenze degli studenti, delle loro immagini della storia e della rappresentazione del mondo attuale, rispetto al quale forse sono riusciti a sentirsi non più semplici spettatori ma protagonisti attivi. Gli studenti hanno acquisito alcuni strumenti per orientarsi nella complessità dei fatti storico-sociali; per problematizzarli e considerarli secondo una pluralità di punti di vista. Un importante risultato raggiunto nel corso del ciclo di lezioni è stata infine la possibilità per gli stessi insegnanti che hanno partecipato di utilizzare il lavoro svolto per il proprio aggiornamento e di legarlo proficuamente con le lezioni tradizionali.

NOTE IN MARGINE ALL'ESPERIENZA- 50 ore di lezione, più di 20 pomeriggi passati nelle aule del Liceo scientifico Spallanzani, quasi 100 studenti di quinta incontrati, 5 docenti con i quali si è cercato di collaborare: ecco, in un impressionistico elenco di cifre, quello che ha significato concretamente la sperimentazione "La storia attraverso l'attualità" da me condotta nell'anno scolastico appena concluso. Durante questi mesi di lavoro con le scuole in qualità di 'esperta esterna', mi sono ritrovata ad essere anche una sorta di 'osservatrice esterna' delle dinamiche delle classi, delle rappresentazioni della storia di questi giovani, del loro modo di accostarsi al sapere storico. Vorrei quindi approfittare di questa sede per proporre - in forma di brevi annotazioni - alcune riflessioni su giovani e insegnamento della storia, rispetto alle quali amerei avere il prezioso riscontro degli insegnanti associati a Clio. (Per queste note mi sono avvalsa anche dei risultati di un questionario finale di valutazione del lavoro svolto, somministrato a tutti gli studenti).
Resistenze degli studenti- La proposta di affrontare lo studio del Novecento attraverso percorsi tematici e parole chiave, anziché secondo il modello manualistico e l'impianto cronologico lineare, ha trovato alcune resistenze. Gli ostacoli non sono tanto stati posti dai docenti (essi anzi hanno dimostrato di voler acquisire competenze sulla storia novecentesca che permettessero loro di selezionare e costruire moduli in modo non arbitrario ma con una solida consapevolezza storiografica) quanto dagli studenti, che si aspettavano le lezioni frontali e la dettatura di appunti, e che invece si sono visti scardinare la rassicurante successione in capitoli del manuale di storia, sono stati interpellati direttamente, sono stati invitati a lavorare su mappe concettuali. La socializzazione del sapere storico, sperimentata da questi studenti in anni di mediazione didattica tradizionale, sembra avere creato in loro un modello di passività difficile da scardinare. Questo fa riflettere sul fatto che l'innovazione didattica deve probabilmente recuperare, tra le altre, tematiche del sapere storico scolastico sedimentato, e utilizzare, accanto a quelli nuovi, strumenti 'classici' come la lezione frontale o i brani del manuale. In definitiva bisogna riconoscere che l'innovazione della mediazione del sapere storico si produce sui tempi lunghi.

Dai questionari finali compilati dagli studenti emerge un apprezzamento particolare per gli ultimi incontri del ciclo: questo è un dato molto confortante che suggerisce come i ragazzi - una volta familiarizzati con il metodo scelto - abbiano seguito con più consapevolezza il lavoro e ne abbiano apprezzato il valore.

Un corso extracurricolare staccato dalla programmazione del docente? - L'avere condotto gli incontri nell'ambito di un corso pomeridiano, ha presentato alcuni limiti ma ha offerto anche qualche opportunità. Il limite più consistente è da ricercarsi nella separazione tra questo corso e le lezioni svolte dai docenti al mattino, che hanno conservato la struttura cronologico-lineare della storia scolastica generale. (Fortunatamente i docenti più aperti ed accorti hanno cercato di selezionare alcuni percorsi sulla storia contemporanea anche nella loro programmazione curricolare.)

La collocazione extracurricolare, d'altra parte, ha dato particolare rilevanza alle lezioni: gli studenti hanno dichiarato di non essersi annoiati come a scuola, di aver potuto parlare più liberamente, di avere affrontato temi inediti e interessanti. Penso che questi giudizi così positivi siano da attribuirsi al fatto che i ragazzi, che nutrono nei confronti dei saperi proposti a scuola una sorta di pregiudizio, abbiano in qualche modo sospeso questa valutazione nel caso del corso pomeridiano e si siano maggiormente aperti ad esso.

Tre generazioni di fronte al Novecento- Lo studio del Novecento presenta un elemento di forte specificità: è il secolo di cui non siamo solo - oggi - interpreti, ma rispetto al quale siamo stati - ieri - attori. Anche gli studenti lo hanno in qualche modo vissuto, come protagonisti oppure come spettatori attraverso il racconto dei nonni, dei padri, delle madri, dei mass media. Le lezioni seminariali che abbiamo svolto si sono rivelate in questo senso un laboratorio per pensare non solo il secolo ma anche le sue rappresentazioni. Tre generazioni - quella dei docenti coinvolti, nati tutti tra gli anni '50 e '60; quella dei ragazzi e delle ragazze classe '81; e quella della sottoscritta, venticinquenne in una condizione più da studente che non da insegnante - hanno fatto emergere il proprio immaginario storico, lo hanno confrontato, discusso, socializzato. Ritengo che questo modo di lavorare sia stato uno dei tratti più belli, forti, riusciti, del progetto. Si è evidenziato nella pratica come il sapere storico non sia un accumulo di date e fatti decisi una volta per tutte da misteriosi personaggi nelle loro biblioteche polverose, ma una costruzione sempre in movimento, un discorso a cui partecipano tanti soggetti, un discorso rispetto al quale anche i giovani studenti possono sentirsi "interpreti, protagonisti del loro tempo". Voglio concludere con le parole di Alice: "Grazie per avermi fatto amare la storia": sono una spinta per continuare nel percorso intrapreso con la consapevolezza che è possibile far sperimentare il "gusto della storia" ad una generazione troppo spesso accusata di essere priva di memoria…

Per ulteriori informazioni...
I soci di Clio che desiderino prendere visione della documentazione prodotta nell'ambito del progetto (una dispensa,  interamente elaborata in occasione del corso, composta da: 6 bibliografie ragionate per approfondimenti sulla storia del '900, una lista di articoli e saggi utilizzabili anche per altri moduli, e i 6 percorsi tematici affrontati negli incontri, che hanno tenuto conto delle più recenti interpretazioni storiografiche elaborate sul secolo) possono richiederla direttamente a:
Donata Meneghelli
E-mail: donata_meneghelli@libero.it

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