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27 gennaio 2014. Giorno della Memoria.

 


 

Altro che GdM (giorno della memoria), ci vorrebbe quello dell'oblio, per me. (...) Il GdM sta dimostrando, purtroppo, che la memoria non porta necessariamente un segno positivo, non è utile o benefica di per sé. (...) La memoria non porta con sé alcuna speranza. La cognizione del male non è un vaccino. "Ricordare" perché non accada più " è una frase vuota. (...)

Partiamo da queste amarissime considerazioni di Elena Loewenthal.

Ci aiutano a interrogare il disagio che proviamo per una data che con il passare del tempo rischia di diventare sempre più vuota, priva di senso, retorica. Banale.

Siamo passati dal rifiuto di ascoltare i testimoni e di sapere dello sterminio che ha caratterizzato gli anni dell'immediato dopoguerra, alla ridondanza e all'eccesso di memoria nell' attuale era della post memoria.

E dunque il nodo fra conoscenza, emozione, consapevolezza e azione si pone a noi ogni volta che dobbiamo fare memoria (e storia) del giorno della memoria.

Si parla spesso con riferimento alla Shoah di dovere della memoria.

Ma una memoria che non sappia connettere il passato con il presente e non sappia essere utile per il futuro serve a poco: tale connessione nasce, come sostiene D. Bidussa " non già dal ricordare ma dal disagio che la memoria procura. La memoria è lo strumento che consente di valutare il «gap» tra sapere che cosa sia la verità e la giustizia e la consapevolezza che il proprio «io» ha mancato in qualche punto. Una questione che mentre si preoccupa di riappacificarci col passato, apre questioni laceranti con i fatti del nostro presente e interroga in forma drammatica il nostro agire." D. Bidussa, Come si usa la memoria, in "Il Sole 24 Ore" 22 gennaio 2012.

Docenti e studenti si trovano anch'essi a fare i conti con tutti questi interrogativi.

Dare senso e valore alla memoria della Shoah, partire dalle questioni attuali e prendere consapevolezza di come oggi si costruisca il discorso pubblico e mediatico su questi temi, con particolare attenzione ai percorsi acculturazione delle giovani generazioni, ripensare al ruolo che il sapere e la riflessione storiografica possono avere in questo ambito ci sembrano le strade da percorrere.

Il dossier di materiali che presentiamo (assieme a quelli già disponibili sul sito) intende offrire un contributo in questa direzione.

Si tratta di tre saggi contenuti nel volume dell' Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino (ISCOP, mail: iststoriapesaro@provincia.ps.it), curato da D. Giulietti, Eri sul treno per Auschwitz? Strumenti per raccontare la Shoah ai bambini, Fulmino Edizioni, Rimini 2013 pubblicato in questi giorni, e del contributo di Alessandro Frigeri (docente della scuola media di Tesserete, Canton Ticino - Svizzera), pubblicato sulla rivista "Le cartable de Clio", n. , 12/2012.

Si ringraziano gli autori, l' Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino, C. Heimberg, direttore della rivista "Le cartable de Clio", per la preziosa collaborazione.

A cura della redazione di Clio '92

 

Gennaio 2014

  

 

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