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Contemporanea: riviste e didattica della storia

CONTEMPORANEA. RIVISTA DI STORIA DELL’800 E DEL ‘900

Una consistente parte del fascicolo a. VIII, n.1, gennaio 2005 della rivista dedicato a questioni che interessano l’insegnamento della storia e l’educazione al patrimonio.

Segnalazione di Ivo Mattozzi

ContemporaneaElvira Valleri (della SSIS della Toscana) si impegna nell’analisi delle proposte programmatiche del MIUR nell’articolo “Il mondo a cavallo”. A margine dei nuovi programmi di storia, [pp. 3-35]  e in Traiettorie della “World History” [pp. 105-135] Paolo Capuzzo ed Elisabetta Vezzosi curano un dossier di articoli di storici che hanno scritto opere che si possono ascrivere alla WH  e di storici che alla WH dedicano proprie riflessioni.

Infine, L. Valgimigli si occupa della legge in materia di gestione documentale: Fonti documentarie e rischio di dispersione [pp. 195-201].

  • La Valleri analizza e critica il testo delle Indicazioni per la storia mettendo in evidenza le incongruenze che ormai condividiamo:
  • la “Terra prima dell’uomo” come ambito di riferimento del tutto estraneo alla disciplina;
  • la scelta di fatti, personaggi esemplari evocativi di valore, come incongrua dal punto di vista delle temporalità e come rischio di ritorno ai medaglioni dei personaggi illustri;
  • l’impoverimento della visione della storia come disciplina che ha bisogno di spiegazioni multifattoriali;
  • l’impatto delle Indicazioni  sulla produzione delle semplificazioni e distorsioni dei libri di testo;
  • la  formulazione dei temi “da… a…” incongruente con la scelta di fondo del sapere fondato sui quadri di civiltà;
  • la difficoltà concettuale nell’obiettivo di condurre gli allievi a distinguere tra mito e storia;
  • l’errore implicito nella formulazione senza senso dell’obiettivo “distinguere tra svolgimento storico, microstorie e storie settoriali e tematiche”;
  • la mancanza del rapporto tra conoscenza del passato e conoscenza del presente, il che riduce la storia insegnata ad antiquaria;
  • la ideologia delle radici antiche, cristiane e medievali dell’Europa attuale;

La conclusione è che “in questo regesto di contenuti, i silenzi parlano quanto le indicazioni dei temi da trattare e ci confermano che la visione che si vuol proporre della storia a scuola mira a formare un corpus limitato di conoscenze selezionate e raccolte in un oridto scevro di qualsisasi elemento problematico, tuttavia orientanto a definire una sorta di rinnovata genealogia del sangue, della patria e della religione” [p.21]

La seconda parte del testo prende in considerazione le prime bozze di indicazioni sui licei, superate dalla pubblicazione degli allegati al decreto di riordino dell’istruzione liceale. Perciò non ne parliamo.

Invece in altra occasione sarà il caso di soffermarsi sulla rappresentazione della riflessione e delle elaborazioni sulla didattica della storia e sui modelli di storia generale che la Valleri espone nelle pagine iniziali: essa pone la questione metodologica di come è possibile affrontare tali temi senza porsi la pena e la briga di documentarsi. Una ben singolare propensione a dimenticare le norme della ricerca  che impongono il dovere di cercare di sapere cosa è stato prodotto sul tema da altri studiosi prima di scriverne. L’atteggiamento è responsabile della disgraziata condizione della didattica della storia come campo di ricerca in Italia.

Il dossier sulla WH contiene saggi sulla “wh  come riorientamento” di Peter Stearns della George Mason University, sugli “spazi regionali nella storia del mondo” di Pomeranz della University of California, sull’”analisi di genere e la global history” di Ida Blom dell’Università di Bergen, su “La storia mondiale e l’America Latina” di Marcello  Carmagnani dell’Università di Torino, sulle origini e sul futuro della WH di Bruce Mazlish del MIT. Sono articoli brevi che mettono a punto concettualizzazioni e riferimenti e prospettive della ricerca: converrà tornarci su. 

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