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Didattica della storia e laboratorio

IL LABORATORIO DI STORIA PER GLI STUDENTI DELL’I.T.C."J.RICCATI" DI TREVISO
Sintesi di un'esperienza di didattica della storia e laboratorio

di Francesca Demattè

(L'articolo è stato pubblicato anche nei Quaderni di Clio '92, n.3, Marzo 2002)

Il progetto di Laboratorio di Storia per gli studenti che qui si espone è diretto a far acquisire e a consolidare conoscenze, competenze e capacità relative, in primo luogo alla conoscenza storica, senza dimenticare tuttavia di favorire il riconoscimento della persona che ogni allievo è.

La proposta rivolta agli studenti riprende, in parte, quella offerta ai docenti da G. Di Tonto, una sollecitazione avanzata circa il modello da L. Lajolo, in particolare per ciò che concerne il rapporto fra storia e memoria a proposito del ruolo docente e il suggerimento del M.P.I., rivolto all’attuazione di una didattica non solo manualistica, che consenta di recuperare aspetti affettivi e operativi per gli apprendimenti di lunga durata.

Molto spesso ciò che permette di coniugare, in modo concreto, le indicazioni suggerite e di lavorare in maniera attiva, sono innanzitutto alcune condizioni legate alla scuola nella quale si insegna.

Nel caso particolare, il progetto del Laboratorio di Storia per gli studenti, tiene conto della realtà storica dell’I.T.C. "Riccati", pertanto delle risorse presenti in Istituto: un archivio storico, una biblioteca di oltre 15.000 volumi, un’aula multimediale, un’aula audiovisivi, un Laboratorio di didattica della storia per i docenti, nonché la possibilità di aggiungere a queste strutture già funzionanti quella di un centro documentazione e stampa.

L’organizzazione (nel nostro caso, riorganizzazione!) dovrebbe perseguire queste finalità:

  • l’approccio a una didattica non manualistica che consente agli studenti un ruolo attivo piuttosto che la fruizione passiva di contenuti;
  • la priorità nell’acquisizione di abilità e competenze rispetto alle conoscenze, intese come somma enciclopedica di fatti;
  • la valorizzazione dell’atto educativo come globalità che implica anche la percezione spaziale propria e altrui;
  • la conoscenza come costruzione comune;
  • la rottura del modello cronologico orientato dal passato al presente;
  • l’utilizzazione delle fonti, dalle più immediate a quelle che necessitano di contestualizzazione;
  • l’acquisizione dei concetti di storia , storiografia e memoria;
    la possibilità di essere soggetti consapevoli del proprio presente e di agire nei confronti dei progetti personali e altrui.

IL LUOGO

E’ un’aula, in comunicazione con la Biblioteca, con il Laboratorio di didattica per i docenti, con l’Aula multimediale, con quella Audiovisivi, situata in posizione strategica anche nei confronti del centro stampa, per poter usufruire di tutte le attività che si attuano in questi contesti.

La posizione non è ininfluente, perché dà visibilità immediata del modello di mediazione della conoscenza che il Laboratorio studenti propone e che la scuola stessa, riorganizzando così spazi spesso frantumati all’interno di molti istituti, intende offrire ai giovani che la frequentano.

L'ALLESTIMENTO  

Al centro un’isola, costituita dall’insieme di alcuni ( ne suggeriamo 8) banchi.

Ai quattro angoli, quattro aree di lavoro, attrezzate ciascuna con un PC, meglio se multimediale.

Alle pareti: una fotocopiatrice, una lavagna a fogli e armadi contenitori di materiali di cancelleria (carta da pacchi, carta millimetrata, da lucidi, colla, stecche, squadre, ecc.), di materiali per attività fotografiche, per contenere software e materiali in corso di elaborazione.

La scelta dei contenitori dovrebbe privilegiare lo sviluppo in lunghezza piuttosto che in altezza, per lasciare libere le pareti della stanza di ospitare i risultati delle produzioni, quali:

  • diagrammi temporali;
  • cronogrammi;
  • carte storiche elaborate dai ragazzi a seconda del tema e del periodo;
  • carte storiche in dotazione alla scuola;
  • mappe concettuali;

insomma l’esposizione dei percorsi e dei momenti dell’apprendimento.

Si comprende come non sia un’aula tradizionale quella che va ad ospitare il Laboratorio di storia per gli studenti sia per dimensioni, sia per attrezzature.

Lo spazio dovrebbe essere tale da permettere a 20/25 persone di lavorare insieme ma anche in piccoli gruppi, di circolare comodamente, di muoversi e di stare senza distrazioni o disturbo.

Abbiamo detto che l’accesso alla Biblioteca, al Laboratorio docenti, all’Archivio, ai Centri audiovisivo e Multimediale, stampa e documentazione, influisce sul modello di mediazione della conoscenza che il Laboratorio rappresenta.

Ogni scuola ha, nella Biblioteca, un centro forte della ricerca testuale: in tale direzione il "Progetto Biblioteche" del M.P.I., ha voluto infatti orientare una buona parte dei finanziamenti alle scuole per l’aggiornamento e la formazione del personale anche attraverso le nuove tecnologie e per l’incremento delle dotazioni materiali.

L’aula multimediale e quella audiovisivi d’altra parte, permettono l’accesso a dati e informazioni anche in tempo reale, nel senso che i filmati, i nastri di registrazione, le diverse fonti, sono accessibili durante le attività del laboratorio e il loro impiego diventa parte integrante del lavoro di ricerca, di produzione, di costruzione dei percorsi di apprendimento.

Infine sembra interessante il fatto che i ragazzi abbiano il loro laboratorio vicino a quello degli insegnanti, finalmente visibili anch’essi nei tempi e negli spazi extra aula che la scuola offre loro per le attività di ricerca, di studio, di lavoro in équipe.

I COLLABORATORI

Il Coordinatore responsabile del Laboratorio di storia per gli studenti ha bisogno di una serie di collaborazioni, fra le quali risultano indispensabili quelle:

  • del bibliotecario;
  • dell’insegnante o degli insegnanti responsabili del centri Multimediale e Audiovisivo;
  • del tecnico del laboratorio multimediale e audiovisivo;
  • dell’insegnante di classe;
  • dell’insegnante referente per la storia dell’istituto.

LE ATTIVITÀ

(Progettazione — Ricerca — Realizzazione — Collaborazione — Documentazione)

Gli obiettivi fondamentali dell’attività laboratoriale dovrebbero essere non solo la ricerca, ma la progettazione e la realizzazione di percorsi di apprendimento come itinerari possibili dentro e al di là dei contenuti specifici, indicati dai programmi.

Non andrebbero escluse tuttavia quelle occasioni di lavoro che si dilatano verso altri contesti, per accogliere i concetti di interdisciplinarità e di curricolo delle operazioni cognitive.

Si comprende come, a titolo di esempio, tutte le attività relative all’Area di Progetto, rientrino in modo appropriato nel modello di lavoro che il laboratorio di storia può offrire.

E così anche quelle attività che sono l’espressione delle microprogrammazioni come la costruzione di carte, diagrammi, mappe; o la possibilità di lavorare alla scrittura collettiva in uno spazio progettato per ospitare i piccoli gruppi. Anche la progettazione e la realizzazione di ipertesti sia cartacei, sia multimediali trovano nel laboratorio un luogo naturale di accoglienza e di sviluppo, come la costruzione di spettacoli teatrali,di mostre,di ricerche pluridisciplinari.

In un luogo così organizzato, tutti i risultati della produzione sono archiviabili, pertanto recuperabili, integrabili e a concreta disposizione in qualsiasi momento.

Si comprende quindi come il Laboratorio di storia per gli studenti possa rappresentare per le nuove generazioni un luogo naturale della memoria, una banca delle idee e delle metodologie che, di anno in anno, collettivamente e individualmente i giovani elaborano.

E come ciò possa costituire una miniera di riferimento quanto a idee, soluzioni, metodi e modelli di realizzazione anche per gli adulti, non solo insegnanti.Il Laboratorio di storia per gli studenti dell’I.T.C."J.Riccati" di Treviso

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