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13. Curricolo e nuove tecnologie informatiche

13a. Quali effetti sulla costruzione della conoscenza storica?

Lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ha imposto all'attenzione degli storici di professione la riflessione sugli effetti che esse possono avere sulla ricerca e sulla costruzione testuale della conoscenza storica.

Inizialmente tali tecnologie venivano percepite e via via assunte più come una facilitazione di procedure preesistenti che come novità in grado di influenzare la metodologia di ricerca. Le applicazioni di archiviazione elettronica (database) e di elaborazione statistica (fogli elettronici) svolgevano in modo preciso, puntuale e personalizzato, operazioni che rientravano nella routine tradizionale della ricerca storica.

Solo successivamente, un'analisi attenta e dettagliata delle potenzialità offerte da queste tecnologie di elaborazione informatizzata induceva gli storici a ritenere che il computer potesse essere usato nel processo di ricerca, non solo nella direzione di un perfezionamento dell'analisi quantitativa dei dati, ma anche per una lettura più approfondita del materiale documentario, uno strumento in grado di portare alla luce relazioni nascoste tra serie di dati e quindi aiutare lo storico a ricostruire processi difficilmente percepibili e osservabili senza l'ausilio di procedure e tecnologie informatiche.

Nell'ultimo decennio lo sviluppo più recente di queste tecnologie ha investito anche la dimensione comunicativa oltre quella della elaborazione dei dati, ciò in coincidenza con la trasformazione del computer da semplice oggetto computazionale a strumento versatile e multiforme, le cui funzioni investono l'ambito comunicativo dei processi di produzione e di fruizione del sapere.

I nuovi ambienti della comunicazione informatica tendono a facilitare l'approccio ad una dimensione flessibile dei processi di scrittura (sistemi di videoscrittura), permettono di scardinare la rigida struttura lineare e sequenziale del testo cartaceo tradizionale (ipertesti e ipermedia), incoraggiano forme di integrazione dei dati testuali, iconici, audiovisivi in linguaggi di tipo multimediale, sollecitano forme di scrittura collaborativa e favoriscono attraverso gli strumenti telematici una rapida e più estesa condivisione dei risultati della ricerca (Internet) e soprattutto incidono sui modelli cognitivi posti in azione nella dimensione comunicativa.

Lo storico è quindi indotto a riflettere e forse a ripensare i metodi della ricerca e di elaborazione dei dati, a rivedere i modelli della costruzione testuale del sapere storico, a ripensare le forme della condivisione e della diffusione dei risultati del proprio lavoro.

A quali condizioni queste tecnologie informatiche possono incidere e in che modo, sui processi di formazione storica e su quelli dell'insegnamento/apprendimento della storia?

E' utile o forse anche necessaria l'introduzione dell'uso del computer nelle pratiche didattiche?

13b. Le nuove tecnologie a sostegno dei processi di insegnamento/apprendimento della storia

Il computer e le tecnologie software che lo supportano possono rappresentare un valido strumento di sostegno e facilitazione dei processi di insegnamento/apprendimento della storia centrati sulle operazioni cognitive.

Infatti la ricchezza e la varietà delle funzioni che esso può restituire (conservare, ritrovare, presentare, elaborare, organizzare, rappresentare vari tipi di informazioni) costituiscono le strumentazioni di base per la gestione delle operazioni cognitive tipiche della conoscenza storica. E sono proprio le funzioni di aiuto a pensare e ad analizzare le informazioni secondo le categorie storiografiche, in imprese collaborative di progettazione e di costruzione della conoscenza, che possono fare del computer un media di elaborazione cognitiva in campo storiografico.

Archivi elettronici e ambienti ipermediali costituiscono le tipologie di software dove esercitare e sviluppare le principali funzioni cognitive per l'educazione storica.

13c. Gli archivi elettronici

L'uso di archivi che da sempre accompagna il lavoro dello storico può rappresentare nell'attività di formazione un valido strumento nell'ottica della ricerca storico-didattica offrendo agli studenti l'opportunità di operare con le tracce del passato da istituire in fonti e con le categorie analitiche proprie del sapere storiografico, in modo da sperimentare i procedimenti di ricostruzione del passato.

Sarà utile sperimentare due aspetti distinti nell'uso degli archivi: da una parte la loro strutturazione e dall'altra l'interrogazione di informazioni già organizzate in archivio.

La costruzione di un archivio mette gli studenti nella condizione di cimentarsi con il problema della produzione delle informazioni sul passato e sulla loro organizzazione ai fini della produzione della conoscenza.

L'interrogazione di informazioni già organizzate aiuta gli studenti a praticare le parti della ricerca storica che richiedono il reperimento di dati a sostegno di ipotesi.

13d. Gli ambienti ipermediali

Gli ambienti ipermediali sono uno strumento di organizzazione e rappresentazione testuale e multimediale delle informazioni in forme associative e non lineari. Questa loro caratteristica, in presenza di un alto livello di interattività, potrebbero facilitare e personalizzare l'apprendimento della storia, qualora rendessero possibile l'esercizio delle operazioni cognitive proprie del pensiero storiografico.

Tali ambienti possono essere impiegati o per attività di lettura, comprensione, decostruzione e ricostruzione di testi mediante gli strumenti cognitivi della conoscenza storica.

Per quel che riguarda la lettura, i sistemi ipermediali offrono queste opportunità a. un approccio multimediale all'informazione storica con la possibilità di sfruttare la specificità di ogni linguaggio (verbale, iconico, audiovisivo) per una più efficace comprensione della conoscenza storica;

b. una pluralità di percorsi di lettura che dilatano la dimensione del testo lineare, favorendone la comprensione anche in relazione ai diversi stili di apprendimento degli studenti; e. un'organizzazione della conoscenza storica in dimensioni multiprospettica (economia, politica, società, cultura, ...) in grado di restituire allo studente una visione paradigmatica e integrata della disciplina storica.

Per quello che riguarda invece la scrittura, i sistemi ipermediali consentono di:

a. progettare l'organizzazione delle conoscenze storiche attraverso la costruzione di mappe concettuali relative alle aree delle grandi tematizzazioni o di microtematizzazione storica;

b. sperimentare forme di scrittura non lineare attraverso operazioni di smontaggio di testi e di trasposizione/riscrittura in forma di microtesti (nodi) collegati da legami che suggeriscono percorsi significativi di ricostruzione storica.

Per queste loro caratteristiche e funzioni, all'interno di una mediazione didattica mirata allo sviluppo delle strutture cognitive, l'introduzione nei processi di insegnamento e di apprendimento di strumenti e linguaggi multimediali può incontrare il favore di alunni e alunne e sviluppare il loro interesse sia verso lo studio della storia, sia verso le operazioni di ricostruzione della conoscenza storica.

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