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Tesi sul curricolo della scuola elementare

Le tesi sono formulate come criteri per il riconoscimento del curricolo accettabile.

1. La scuola elementare educa alla conoscenza storica

Diverse etichette vengono usate comunemente per connotare il titolo ''storia' che appare nei programmi della scuola elementare: insegnamento della storia, educazione storica di base, forma­zione storica di base. Ciascuna di esse ha presupposizioni pedagogiche e implicazioni didattiche. Ad esse può essere preferita educazione alla storia perché ha migliore capacità di orientare la visione degli insegnanti e dei genitori verso un'impostazione decisamente rivolta alla formazione dei requi­siti dello studio della storia e non alimenta aspettative inaccettabili rispetto alla preparazione degli scolari nel sapere disciplinare.

2. Peculiarità del contributo della educazione alla storia nella formazione del pensiero

L'educazione alla storia può concorrere alla formazione del pensiero nei bambini da 6 a 11 anni. Il suo contributo specifico può manifestarsi nella costruzione delle strutture temporali di base per l'organizzazione e l'analisi delle informazioni sul passato; nel far concepire il passato come un aspetto della realtà pensabile e conoscibile mediante procedure conoscitive definite; nella sollecitazione di abilità inferenziali per produrre informazioni tramite fonti.

3. Curricolo e strutture mentali e conoscenze pregresse

Qualunque progetto curricolare di educazione alla storia deve tener conto delle strutture mentali e delle conoscenze pregresse dei bambini. Le esperienze del tempo sociale e del tempo psicologico, le competenze linguistiche e i frammenti informativi sul passato, formati dal curricolo parallelo costituiscono il patrimonio che deve offrire gli agganci adatti alla fondazione del curricolo.

4. Curricolo e scuola materna

Poiché la scuola materna ha un suo progetto educativo che può favorire l'emergenza di embrionali strutture temporali e schemi cognitivi sul passato, ogni progetto curricolare elementare deve collegarsi alla formazione mentale costruita dalla scuola materna.

5. Interazione insegnante/bambini e curricolo

La capacità di far manifestare ai bambini le strutture mentali, gli schemi cognitivi e le informazioni, di coglierne la utilizzabilità, di comprenderne le potenzialità oltre che i limiti, può essere una risorsa essenziale dell'insegnante. Essa opera attraverso l'interazione tra insegnante e bambini e una disposizione all'ascolto che hanno un ruolo strategico nella realizzazione del curricolo e sono prioritarie rispetto ad ogni tecnica didattica per promuovere lo sviluppo di obiettivi socio-affettivi.

L'interazione è una condizione ineliminabile perché si realizzi l'approfondimento della conoscenza della mente e dell'affettività dei bambini coinvolti nel processo curriculare e anche vantaggiosa ai fini della crescita di competenze pedagogiche dell'insegnante.

6. Obiettivi irrinunciabili

Ogni curricolo di educazione alla storia non può rinunciare alla costruzione di strumenti cognitivi e di capacità operative di base: capacità di organizzare temporalmente piccole quantità di informazioni sul passato non storiografato; capacità di operare con gli strumenti elementari della cronologia, capacità di lettura inferenziale per produrre informazioni da fonti; comprensione delle misure cronologiche e dei termini cronologici convenzionali della storiografia; comprensione che le operazioni ineliminabili per costruire conoscenze del passato sono quelle della tematizzazione, dell'uso e sfruttamento delle fonti, dell'elaborazione delle informazioni; consapevolezza che dietro ogni conoscenza storica c'é un'attività di ricerca. Altro obiettivo irrinunciabile è la costruzione di motivazioni alla conoscenza del passato e allo studio della storia.

7. Il curricolo di obiettivi deve configurarsi in forma di spirale

All'interno del ciclo elementare non è possibile individuare una soglia di raggiungimento degli obiettivi inerenti all'educazione alla storia. Gli obiettivi devono essere ridefiniti via via in ogni fase del procsso curriculare in modo che i diversi contesti di applicazione dell'operatività didattica assicurino una crescita a spirale di concettualizzazioni e di competenze dei bambini.

8. Curricolo e contenuti

Il problema della specificità disciplinare, della quantità dei contenuti, della loro selezione e organizzazione è un problema aperto e si può immaginare la compresenza di impostazioni differenziate e ugualmente ammissibili. Però l'inclusione di conoscenze disciplinari dovrebbe in ogni curricolo rispettare la condizione della loro funzionalità alla costruzione dei requisiti per lo studio della storia.

Perciò nei discorsi contenutistici deve risultare evidente:

         a) l'importanza dell'organizzazione temporale;

         b) il ruolo dello storico;

         c) lo stato della documentazione (qualità, carenza, distribuzione diseguale nel tempo e nello

             spazio, ...)

         d) la distinzione tra informazioni certe, probabili, ipotetiche, in modo da rendere percepibile

             che la conoscenza storica è opera dl lavoro storiografico.

9. Rapporto tra educazione alla storia e altri ambiti educativi

L'educazione alla storia si sviluppa in un rapporto strutturale con l'educazione linguistica e con quella geografica, e con gli studi sociali.

La connessione con la prima deve manifestarsi in ordine:

a) all'arricchimento concettuale funzionale all'educazione storica (concetti temporali, concetti socio-economici di base...);

b) alla crescita di competenze di verbalizzazione orale e scritta dell'organizzazione temporale dei fatti;

c) in ordine alla possibilità di promuovere la capacità dell'elaborazione delle informazioni secondo modalità più specifiche al discorso storiografico;

d) in ordine alla capacità di comprensione della struttura di semplici discorsi storiografici.

La connessione con l'educazione geografica deve manifestarsi nella capacità di dare importanza alla contestualizzazione e organizzazione spaziale dei fenomeni nella comprensione delle conoscenze del passato.

Gli studi sociali possono avviare la capacità di osservazione di fenomeni sociali e di costruzione di schemi cognitivi e di concetti fondamentali (ad es. società, civiltà, economia, ...) che sono essenziali per la comprensione dei testi storiografici.

La connessione con l'educazione matematica è contingente e risalta nell'educazione al sapere cronologico e alla capacità di uso delle strisce tempografiche e di rappresentazioni diagrammatiche di serie di dati.

10. Curricolo e programmi

Ogni elaborazione curricolare può avvantaggiarsi se assume criteri di riferimento e di convalida nella premessa dei nuovi programmi, laddove si mettono in rilievo:

a) la valorizzazione delle risorse culturale e ambientali e strumentali, offerte dal territorio, il coinvolgimento del bambino nella realtà sociale, caratterizzata da processi di rapido mutamento, il patrimonio di esperienze e valori già cumulato dai bambini prima dell'ingresso nella scuola elementare e il complesso delle finalità educative (cfr. tesi 1)

b) la creatività come potenziale educativo ai fini dell'acquisizione della consapevolezza di sé, l'opportunità di partire dall'orizzonte di esperienze e di interessi dei bambini, la necessità di promuovere la progressiva costruzione della capacità di pensiero riflesso e critico (cfr. tesi 2).

Invece, il testo del programma di storia non offre sufficienti criteri di orientamento e di convalida perché:

a) riduce l'educazione temporale a livelli minimi e inadeguati allo studio della storia;

b) rivela una concezione arretrata di fonte e di lavoro sulle fonti;

c) è eccessivo, confuso, sconnesso nelle indicazioni circa i contenuti disciplinari.

11. Raccordo scuola media/scuola elementare

Alla scuola elementare spetta il compito di realizzare l'educazione alla storia, cioé di formare le condizioni affinché gli scolari possano comprendere le funzioni dello studio della storia, siano in grado di comprendere i discorsi storiografici della scuola media, abbiano interessi alla conoscenza del passato. Di conseguenza le elaborazioni curricolari non possono essere subordinate alle aspettative attuali degli insegnanti di scuola media.

Piuttosto, spetta agli insegnanti di scuola media l'onere di scandagliare ciò che il curricolo elementare è riuscito a costruire nel pensiero dei bambini e fondare la propria iniziativa curricolare sulle risorse effettivamente disponibili.

La continuità deve affermarsi anche nel modello dell'interazione tra insegnanti e alunni di scuola media.

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