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La storia nelle scuole professionali. Resoconto

UN DECENNIO DI STORIA NELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE

RIFLESSIONI E PROSPETTIVE

CONVEGNO CLIO '92

CON IL PATROCINIO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER LO SVILUPPO DELL'AUTONOMIA SCOLASTICA (EX INDIRE) E DELL'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER L'EMILIA ROMAGNA

RESOCONTO E MATERIALI  

La giornata di  lunedì 3 dicembre ha visto presso il salone dell’ex IRRE-ER di Bologna più di quaranta docenti degli istituti professionale dell’Emilia-Romagna  e delle regioni vicine riuniti a discutere sulla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento della storia nell’istruzione professionale.

La prima parte della mattinata è stata dedicata alla voce degli insegnanti.

Lucia Frigerio, (scarica l'intervento) direttrice della rivista “Pragma” di Milano,  ha introdotto il convegno ricordando come la rivista sia stato un luogo di attenta osservazione dei mutamenti avvenuti in questi dieci anni, da quando nel 1997 entrarono in vigore i nuovi programmi di storia. E’ stato evocato il clima di fervente rinnovamento di quegli anni: il  “progetto’92” di Martinez, il Decreto di Berlinguer sul Novecento, la massiccia opera di formazione e aggiornamento che coinvolse una grande parte di docenti.

Saura Rabuiti, (scarica l'intervento) docente dell’Istituto Professionale “Einaudi” di Ferrara e componente del Consiglio direttivo di Clio’92, ha dato conto di una ricerca comparativa condotta in due classi prime che ha provato la maggiore efficacia della mediazione didattica condotta con le metodologie di Clio’92 rispetto a quelle standard.

Annalisa Zannoni, (scarica l'intervento) docente dell’IPSIA “Olivetti-Callegari” di Ravenna, ha testimoniato le crescenti difficoltà incontrate, per un molteplicità di motivi, negli ultimi dieci anni dall’insegnamento della storia negli istituti professionali. Ciò nonostante ha mostrato come l’impegno docente nella sperimentazione dell’innovazione porti comunque a buoni risultati.

Gabriella Leotta, (scarica l'intervento) docente dell’IPSA “Spallanzani” di Castelfranco Emilia (MO) ha raccontato in modo critico la propria esperienza di insegnamento delle storie settoriali, mettendone in luce successi e perplessità. Le sue considerazioni, come le altre, hanno stimolato il dibattito intorno alla capacità di noi insegnanti di affrontare una storia non canonica.

Paola Panico, (scarica l'intervento) docente dell’IPSIA “Chino Chini” di Borgo San Lorenzo (FI) ha ragionato intorno alla propria esperienza di docente in formazione sul testo dei nuovi programmi del 1997. Ha dimostrato in tutta evidenza come un programma innovativo, se supportato da un vasto piano di aggiornamento e formazione in servizio dei docenti, ha buone possibilità di successo; nessuna possibilità, al contrario, se questo non accade.

La seconda parte della mattinata  è stata dedicata all’editoria scolastica.

Paolo Bernardi, (scarica l'intervento) docente di scuola secondaria di II grado e della SISS di Parma,  ha esaminato i manuali di storia maggiormente adottati negli istituti professionali, scoprendo che quasi nessuno si rifà ormai al testo dei programmi ministeriali del 1997. Lo schema è restato, infatti, quello canonico dei manuali dei licei, ridotto e semplificato – talvolta al limite della banalizzazione – per gli studenti dei professionali, considerati privi degli strumenti cognitivi necessari per comprendere la storiografia della manualistica liceale.

Nel  pomeriggio Flavia Marostica, ( scarica l'intervento ) ( allegato 1 , allegato 2 )  ricercatrice dell’IRRE-ER e dell’Università di Bolzano,  ha ricordato le tappe di quella che fu una stagione di “scelte ben fatte”: un progetto di riforma delle strutture e dei programmi, un grande piano di aggiornamento e formazione in servizio, una vasta produzione di materiali didattici che fungessero da strumentazione culturale per gli insegnanti e da modello editoriale per le case editrici, la scoperta e l’approfondimento della programmazione modulare, la scoperta e l’approfondimento della valutazione formativa.

Maurizio Tiriticco, (scarica l'intervento) ispettore tecnico del Ministero della Pubblica Istruzione,   ha chiuso il cerchio del ragionamento affrontando la situazione attuale, con il giovane studente degli istituti professionali all’incrocio tra il programma di storia del 1997 e l’asse storico-sociale delineato dal Decreto Ministeriale del 22 agosto 2007 che innalza l’obbligo scolastico al sedicesimo anno d’età. La cosa non si presenta priva di difficoltà e asperità concettuali e normative, che il relatore ha cercato di dipanare e rappresentare alla riflessione e alla discussione dei convegnisti.

Ivo Mattozzi, (scarica l'intervento) docente dell’Università di Bologna e Presidente di Clio’92,  infine,  ha concluso il seminario esprimendo compiacimento per la profondità e l’ampiezza della discussione, auspicando che questa giornata del 3 dicembre sia solo la prima occasione di una discussione molto più ampia che appare sempre più necessario aprire intorno alla situazione e alle prospettive degli istituti professionali e del ruolo della storia nella formazione dei giovani studenti della secondaria di II grado

 

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