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Una petizione contro il reato di negazionismo. L'adesione di Clio '92

CLIO '92 E IL NEGAZIONISMO

L'associazione Clio '92 con un suo documento aderisce alla dichiarazione della SISSCO (Società italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) e firma il documento dell'ISMLI "Libertà per la storia. Un appello contro il reato di negazionismo".

 


 

    FIRMA L'APPELLO


LA POSIZIONE DELL'ASSOCIAZIONE SUL NEGAZIONISMO

 

"Modifiche all'articolo 414 del codice penale in materia di negazione di crimini di guerra e di genocidio o contro l'umanità e di apologia di crimini di genocidio e crimini di guerra"

I militi delle SS si divertivano ad ammonire cinicamente i prigionieri: "In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l'abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà [...] E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti".

Primo Levi, I sommersi e i salvati

 

L' Associazione Clio ‘92 condivide l'impegno per lo  studio, la ricerca, l'insegnamento delle vicende degli ebrei  europei e italiani che portarono allo sterminio di  milioni di persone.

Ritiene che sia stata (e sia) un crimine contro l'umanità la discriminazione degli ebrei nella società civile e ancora più la loro persecuzione. Discriminazione e persecuzione non possono essere negate neppure dai negazionisti e basterebbero per far concepire orrore verso i regimi nazisti e fascisti che le hanno perpetrate.

La deportazione e la reclusione degli ebrei, dei sinti e dei rom, degli omosessuali, dei disabili, delle persone affette da malattie ereditarie, dei malati mentali, dei testimoni di Jehovah, degli oppositori politici del regime nazista nei campi di concentramento sono state l'ulteriore tappa del crimine contro l'umanità. E, infine, la morte di milioni di ebrei nei campi di concentramento e di sterminio è stata l'apice del crimine. No, il crimine contro l'umanità non è negabile, ma deve essere conosciuto nei suoi diversi aspetti e nel suo crescendo.

Alla costruzione della conoscenza deve contribuire l' insegnamento della Shoah.

Esso  deve  dare alle nuove generazioni

  • la conoscenza delle discriminazioni e delle persecuzioni contro i milioni di ebrei che erano pienamente integrati nelle società europee
  • la comprensione dei complessi e molteplici fattori che portarono alla distruzione della presenza e della cultura ebraica in Europa e delle altre
  • la comprensione dei processi che consentirono lo sviluppo di ideologie antisemite e razziali con il consenso e il coinvolgimento di ampi strati delle società europee nella pratiche di segregazione, deportazione e annientamento dei nemici
  • la conoscenza storica della deportazione e dell'universo concentrazionario, del genocidio e dei crimini nazisti nel contesto europeo del Novecento
  • la capacità di comprendere le diverse interpretazioni della Shoah, del nazismo e dei regimi totalitari del Novecento, confrontando le diverse strategie argomentative e le tesi storiografiche
  • la capacità di confrontare la Shoah con altri crimini e con altri genocidi al fine di comprenderne caratteristiche specifiche e singolarità
  • la capacità critica verso le tesi negazioniste che mettono in discussione l'esistenza stessa del genocidio e considerano la Shoah come la "grande impostura del ventesimo secolo".
  • la comprensione critica di come si costruisca la memoria e il discorso pubblico su quegli avvenimenti
  • la capacità di riflettere criticamente sulle manifestazioni attuali di antisemitismo, razzismo e xenofobia.

La storia insegnata se da una parte ha specificità, caratteristiche, finalità sue proprie coerenti con l'essere una disciplina scolastica, dall'altra deve fare riferimento al sapere storiografico, ai suoi paradigmi epistemologici, ai risultati della ricerca scientifica sui quali fondare il proprio discorso.

Le tesi negazioniste negano l'evidenza storica stessa e la base documentaria presupposto  di  ogni ricerca storiografica. Un insegnamento che ne assumesse la prospettiva sarebbe inaccettabile perché privo di fondamento scientifico.

L'insegnamento della storia non può essere d'altra parte l'insegnamento di verità ufficiali e di Stato. Trova la sua ragione nella libertà della ricerca e nel dibattito delle idee che è alla base delle società democratiche.

Riteniamo che la libertà di insegnamento sia un valore che si esprime anche  nel confronto delle idee e della ricerca didattica e soprattutto nella capacità di rispettare e promuovere l'autonomia e la competenza critica e consapevole degli studenti.

Per le ragioni sopra esposte, l' Associazione Clio '92 aderisce all'appello contro il reato di negazionismo. In particolare, ne condivide la parte conclusiva:

"Fare una legge crea la perversa convinzione che il problema sia risolto, e quindi possa essere accantonato e rimosso. Mentre occorrerebbe una incisiva campagna educativa, nelle scuole e nei mezzi di comunicazioni di massa, chiamando a partecipare l'intera società. Il razzismo si sconfigge con l'educazione, la cultura e la ricerca; le manifestazioni di odio e apologia di razzismo con le leggi che già esistono. È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno isolare le posizioni negazioniste. Che lo Stato aiuti la società civile, senza sostituirsi ad essa con una legge che rischia di essere inutile o, peggio, controproducente."

 

Le parole di Primo Levi ci ricordano l'impegno che come docenti dobbiamo assumerci, soprattutto come docenti di storia.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

ASSOCIAZIONE CLIO '92

 


 

   DOSSIER SUL NEGAZIONISMO

(FONTE SISSCO )

   Rassegna stampa sul negazionismo - 2013

 

 

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