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5. Affettività e curricolo

5a. Un curricolo che valorizzi la soggettività

Affermare prioritariamente il carattere cognitivo del curricolo non significa negare valore alla affettività e soggettività degli alunni e alla loro incidenza nel rapporto con la storia che essi stabiliscono attraverso l'insegnamento e l'apprendimento. In primo luogo perché atteggiamenti affettivamente positivi verso le storie si alimentano anche con l'acquisizione della padronanza delle competenze. In secondo luogo perché investire prevalentemente l'affettività con le attività didattiche non comporta la conseguenza della formazione di competenze cognitive. L'affettività degli alunni è inevitabilmente implicata ora positivamente ora negativamente dalle proposte didattiche degli insegnanti. Sia i contenuti sia la loro tematizzazione sia la loro strutturazione sia le attività di insegnamento sia quelle di apprendimento possono tener conto dell'affettività e possono promuoverla in modo da farne una leva potente di interesse e di soddisfazione per lo studio delle storie. Ma può accadere che la sfera emozionale e quella motivazionale della personalità degli alunni siano negate dai modi dell'insegnamento. Ad esempio, un curricolo basato solo sulla trasmissione delle informazioni non presuppone e non ha bisogno di investire l'affettività dei discenti. Un curricolo inteso a suscitare attitudini proiettive nei riguardi del passato può promuovere la passione per la storia come alimento all'immaginario, ma non fonda le attitudini critiche e analitiche che sono proprie della conoscenza storica.

Nel curricolo delle operazioni cognitive le sfere emozionali e motivazionali della personalità sono tenute in gran conto:

in primo luogo all'inizio dei processi formativi in quanto le attitudini, le preconoscenze, gli schemi pregressi degli alunni sono fatti emergere e valorizzati come punti di appoggio delle attività proposte;

in secondo luogo perché la individuazione dei contenuti adatti e la tematizzazione e strutturazione favoriscono l'adesione degli alunni;

in terzo luogo perché presuppone una forte interazione tra insegnanti e allievi e tra gli allievi;

in quarto luogo perché tende a suscitare l'emozione del conoscere e la soddisfazione del saper fare.

5b. Il rafforzamento delle competenze cognitive come fonte di gratificazione

Tale tendenza è rafforzata dalla importanza che assume il curricolo delle operazioni cognitive nello stimolare la metacognizione.

Gli alunni che scoprono di poter apprendere le conoscenze storiche e di poterle usare grazie alle operazioni cognitive sono gratificati e possono perciò sviluppare interesse per la storia.

Inoltre la formazione di competenze cognitive rafforza la loro capacità di pensare la propria biografia come storia e se stessi entro le storie: ciò costituisce un potente fattore di valorizzazione della conoscenza storica procedurale. Le operazioni cognitive, infine, sono il fondamento della strutturazione temporale delle personalità degli alunni e ciò può favorire una crescita affettivamente più equilibrata.

Nel curricolo delle operazioni cognitive i contenuti e la loro tematizzazione sono considerati elementi essenziali per innescare la curiosità e la tensione conoscitiva degli alunni. Perciò forte attenzione è rivolta alla differenziazione dei contenuti e delle loro tematizzazioni nei successivi livelli scolastici.

Insomma il curricolo mira all'affettività degli alunni poiché riconosce i loro bisogni cognitivi e ne tiene conto sia proponendo una pluralità di esperienze che valorizzano le capacità formate sia con le possibilità di attuare l'insegnamento individualizzato.

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